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Diario Si è partiti all'ora di pranzo del 9 giugno, con la voglia di mangiare e le cose ancora da montare, gli amici da salutare e l'attrezzatura un po' nelle scatole e un po' dappertutto. I festival, gli expoo, sono appuntamenti strani: si passa un anno ad organizzarli e poi, un'ora dopo che sono cominciati, sembrano la fiera dell'approssimazione. E quest'incontro di tatuatori da continenti lontani rispetta la tradizione. Gli Hell's Angels che sono, insieme alla Big Red Machine e alla Tony production, quelli che hanno riportato la convention dei tatuaggi nella Capitale, dopo cinque anni d'assenza forzata, sembrano preoccupati. Verrebbe da dirgli una cosa buona. Solo che con quei giubbotti, muscoli in evidenza e sudore di birra incutono timore. Anche se poi a parlarci o mettendogli davanti un microfono diventano timidi come bimbi. La temperatura del Palacavicchi è da spiaggia di Ipanema, la proposta del bar e le borse preparate a casa non bastano a soddisfare la sete, si gira tra i banchi e si vorrebbe che piovesse in questo spazio immenso, nel parcheggio pieno di sole. Le macchinette "graffia, segna e colora", come dice un tatu-autore, hanno iniziato a ronzare, a illustrare braccia, schiene e gambe. Il pomeriggio è arrivato a metà e la musica ha cominciato a prendere un ritmo suadente, da hit conosciuta. Al centro della sala, appena dopo l'ingresso due figure slanciate, provocanti e danzanti hanno iniziato un nuovo spettacolo fatto di pelle. Sono due ballerine di lap dance, cubiste come il movimento pittorico, alte e piene di curve. A guardarle non c'è molta gente, ma tutti sanno che ci sono. La sera è musica dal vivo con gli "Avviso di Sfratto", che ci danno dentro come non mai e che convincono a restare anche quelli stanchi e che vorrebbero andare solo a casa. Sabato 10 è un altro giorno: si comincia sempre alle 13, ma ogni cosa scorre più leggera, la gente è tanta e la calca fa dimenticare il caldo incombente. Squilli di cellulare e torsi nudi fanno il paio con giacche e vestiti alla moda, molti sono quelli che vogliono farsi un tatuaggio, per la prima volta in vita loro, e i curiosi che "mai e poi mai". E' tutto un via vai, un passeggio continuo e variopinto. L'esibizione di body piercing fa applaudire e spaventare; il coraggio è più di chi sta all'attenzione, sotto i riflettori, o di chi riesce a non distogliere lo sguardo? L'interrogativo lo risolvono quelle flessibilità affascinanti e poco vestite di cui si diceva. Ancora note con i "La Menade" e poi discoteca come ogni sabato italiano. Il sexi show è un programma che lo può raccontare solo chi ha visto e ha provato. Domenica è giorno di festa, di arrivederci e ricordi. Bambini corrono tra gli stand e ore che passano nell'attesa, forse febbrile, di sapere chi ha vinto qui, a Roma, nell'anno del Giubileo. La premiazione è una medaglia per tutti e un complimento per il trionfatore, il volto tondo e felice di un abitante delle Samoa, le isole dipinte da Gauguin. Presenta un quasi sosia di Robert De Niro, un Hell's dalla faccia pulita e dalla battuta continua. Quando rimane solo il congedo, l'appuntamento è ancora per un saluto: all'Hard Rock Café, nella Via Veneto della Dolce Vita e dell'Ambasciata americana. I volti sono segnati dal lavoro e dalla trasferta, ma il poter dire "io c'ero" tonifica. Hamburger, insalata e alla prossima. E da allora, l'appuntamento ormai è fisso. |